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Cézanne en Provence
Jas de Bouffan

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Jas de Bouffan - Cézanne en Provence

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Casa di campagna di un commerciante di legno diventato commissario di guerra, poi residenza familiare di un cappellaio diventato banchiere, Jas de Bouffan è teatro dell'ascesa sociale di Gaspard Truphème e di Louis-Auguste Cézanne. Tuttavia, più di chiunque altro, vi rimane legato il nome di Paul Cézanne. Per il figlio del banchiere, la casa acquistata dal padre nel 1859 non è soltanto un luogo di vita e di radicamento, un atelier sulle cui pareti saranno affisse le prime opere, ma anche una fonte d'ispirazione permanente fino al 1899.

I Truphème, originari della Garde-Adhémar, nella Drome, si installano a Aix-en-Provence alla fine del XVII° secolo. Gaspard Truphème (1688 - 1766), commerciante di legno, riceve nel 1745 la carica di consigliere segretario del re nella cancelleria vicino alla corte dei conti e, nel 1758, quella di commissario provinciale di guerra. Per segnare la sua ascesa sociale, fa costruire da Georges Vallon, architetto del comune e della provincia, la casa del Jas de Bouffan. L'arme dei Truphème appare su delle decorazioni in gesso che ornano una camera con alcova del primo piano: “azzurro, una trave d'argento accompagnata in alto da tre stelle mal disposte e, in cima, da una montagna con tre poggi, il tutto d'oro„.

Il figlio di Gaspard, Pierre (1737 - 1816), è promosso capo commissario di guerra nel dipartimento di Marsiglia nel giugno 1758. Nel 1767, la proprietà comprende “l'edificio padronale, i gelsi del viale dal gran cancello esterno fino alla fontana, i boschetti e tutte le nuove piantagioni, cioè i vivai di gelsi, i gelsi nani ed i gelsi di viali e boschetti„.

Joseph Truphème (1768 - 1810), figlio di Pierre, anch'egli commissario provinciale di guerra, diventa proprietario del Jas de Bouffan nel 1803. Una delle sue quattro figlie, Gabrielle, eredita il Jas de Bouffan ed è dunque per matrimonio che i Joursin diventano proprietari della casa. Nel 1854, Gabriel Joursin, eredita i beni della madre. Terrà il Jas de Bouffan soltanto per quattro anni. Il 15 settembre 1859, vende la tenuta rurale che comprende 14 ettari 97 are, a Louis-Auguste Cézanne per la somma di 85.000 franchi. Il padre di Cézanne è banchiere e, per recuperare il denaro che gli deve Gabriel Joursin, 650000 franchi, si rimborsa personalmente sulla vendita. A quel tempo, Paul ha 20 anni. La famiglia occupa soltanto il primo piano della vasta residenza; il grande salone dalla parete curva del piano terra funge loro da sgabuzzino e, dal 1859, Paul inizia a decorarlo. La casa è allora in cattivo stato, cosa che spiega perché il banchiere, opposto alla carriera artistica del figlio, gli permette di dipingere direttamente sulle pareti del grande salone ovale al piano terra. Decora le pareti con quattro grandi pannelli delle Stagioni che firma ironicamente INGRES, disposti due a due attorno ad un ritratto centrale di suo padre, di profilo, seduto su una sedia, mentre legge il giornale.
Cézanne ha firmato ogni pannello “INGRES„ in basso a destra ed ha aggiunto la data 1811 in basso a sinistra del pannello che rappresenta l'inverno. Quest'iscrizione richiama quella di Ingres stesso, sul suo Giove e Teti, firmato e datato Roma 1811, conservato al museo Granet.
Firmando queste opere col nome di Ingres, Cézanne ha forse voluto provare a suo padre, con ironia, che non era inferiore all'artista più famoso del suo tempo.

Tra il 1860 e il 1870, Cézanne dipinge, direttamente sulle pareti, molte altre opere che resteranno lì fino alla sua morte nel 1906. Verso il 1870, Louis-Auguste Cézanne installa la sua famiglia al Jas de Bouffan. Dal 1881 al 1885 (date iscritte sulle tegole), fa rifare il tetto della casa in tegole meccaniche e coglie l'occasione per sistemare un atelier per il figlio sotto i tetti. Il 23 ottobre 1886, Louis-Auguste Cézanne muore al Jas de Bouffan. Dopo la morte di suo padre, Cézanne installa nuovamente il suo atelier nel grande salone del piano terra.

Nel gennaio 1888, Renoir soggiorna al Jas de Bouffan, ma lascia presto Cézanne “a causa dell'avarizia nera che regna nella casa„.

Nel 1891, Numa Coste scrive a Zola: “Abita al Jas de Bouffan con sua madre…„ che non lascia mai sola. Quando lei muore, il 25 ottobre 1897, all'età di 82 anni, ne ha un tale dispiacere che non può più vivere nella casa. Per metter fine all'indivisione della successione, Maxime Conil, cognato di Cézanne, insiste per vendere la proprietà. Il 18 settembre 1899, Louis Granel, ingegnere agronomo politecnico originario di Carcassonne, la acquista per la somma di 75.000 franchi.

Nel 1907, un anno dopo la morte di Cézanne, Louis Granel, propone di staccare dalla parete le pitture di Cézanne e di presentarle allo Stato in previsione di un'eventuale acquisizione. Léonce Bénédite, conservatore del Musée du Luxembourg viene a Aix-en-Provence con lo scopo di ispezionare queste opere di gioventù. Il suo rapporto è senza appello: “Ne devo concludere assolutamente contro l'accettazione di questa liberalità. Non metto in discussione qui il talento né l'opera di Cézanne. Non è del resto rappresentato nel Luxembourg nel lascito Caillebotte? Evito dunque di arrischiarmi in questo campo ma, indipendentemente dal sentimento che si prova per l'opera di questo pittore, non si può negare che sarebbe un modo singolare di fargli onore rappresentandola con immagini piatte e banali che non sembra egli stesso aver preso sul serio„.

Nell'aprile 1912, il commerciante d'arte parigino Jos Hessel le acquista e fa staccare una parte delle opere: Le Quattro Stagioni, il ritratto di Louis-Auguste Cézanne ed il Bagnante sulla roccia. Lascia sul posto, il gioco di nascondino secondo Lancret, il Cristo nel limbo, il ritratto di Achille Emperaire, Contrasto, il Paesaggio romantico coi pescatori ed una parte del paesaggio che circondava il Bagnante sulla roccia. È così che le 12 composizioni direttamente dipinte sulle pareti del Jas de Bouffan da Cézanne saranno staccate, frammentate e trasferite su 22 tele prima di essere disperse. La figlia di Louis Granel sposa Frédéric Corsy, professore d'anatomia alla facoltà di medicina di Marsiglia. Il loro figlio, André Corsy, radiologo, si installa al Jas de Bouffan dopo la seconda guerra mondiale ed una lunga cattività in Germania. Vi abita con sua moglie, Nina Wakhévitch, di cui adotta i due figli.

Nel 1994, André Corsy vende la proprietà al comune di Aix-en-Provence, con riserva d'usufrutto, eccezion fatta per la fattoria. Muore venerdì 27 settembre 2002, all'età di 82 anni. La casa ed il suo parco, classificati monumenti storici, sono aperti al pubblico dall'aprile 2006.

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