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Cézanne en Provence
Bibémus

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Bibémus - Cézanne en Provence

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Chemin de Bibémus



Nel 1896, Numa Coste scrive a Émile Zola: “Ha affittato una casetta alle cave della diga e vi passa la maggior parte del suo tempo„. Nell'agosto 1897, Cézanne scrive a Philippe Solari: “Mio caro Solari, domenica, se sei libero e se ti fa piacere, vieni a pranzare a Tholonet, ristorante Berne. Se vieni la mattina, mi troverai verso le otto presso la cava dove facevi uno studio la penultima volta che tu venisti„. Questo studio di cui parla Cézanne è tuttora conservato nel sito. Philippe Solari ha scolpito in un blocco di pietra, vicino alla casetta affittata da Cézanne, uno studio anatomico. Quando Cézanne installa il suo cavalletto nel mezzo delle cave, queste non sono più sfruttate da qualche decennio. Il loro sfruttamento si è esteso dal periodo romano alla fine del secolo XVIII°. Le pareti d'arenaria calcarea conservano striature oblique che derivano dai colpi di piccone dati dai cavapietre nella roccia per staccarne i blocchi. In questo paesaggio caotico, abbandonato dagli uomini, Cézanne dipinge tra il 1895 e il 1904, undici oli e sedici acquarelli. Cinque soggetti riprodotti nella sua opera sono ancora oggi identificabili: “La roccia rossa„ conservata al musée de l'Orangerie a Parigi, le due “Cave di Bibémus„ conservate nella Fondation Barnes e nella collezione Stephen Hahn a New York, “La cava di Bibémus„ conservata a Kansas City in una collezione privata, e “La montagna Sainte-Victoire vista da Bibémus„, conservata al museo d'arte di Baltimora. Cézanne ha anche dipinto la montagna Sainte-Victoire dal terrazzo della casetta.

Il comune di Aix, proprietario dei luoghi, ha intrapreso una ristrutturazione paesaggistica per aprire le cave ai visitatori. L'intervento proposto per l'accoglienza dei visitatori è minimalista e considera che il sito sia un grande “scavo archeologico„, un ammasso di blocchi ed un luogo di vita vegetale che non bisogna perturbare.

Il percorso permetterà di:
• comparare il soggetto originale (Sainte-Victoire, la natura: rami di pini, figure di alberi ma anche le “rocce„ arancioni dalle forme geometriche, da cui il pittore ha tratto opere sorprendenti di fama mondiale che annunciano il cubismo), i panorami dinanzi a cui Cézanne installava il suo cavalletto, e valutare il lavoro di composizione, di geometrizzazione e del colore,
• situare la casetta dove l'artista depositava le sue opere,
• avvicinarsi alle rocce e alla cava, elementi di storia della città di Aix,
• immergersi nell'atmosfera di un sito preservato, salvato dal tempo, un luogo al di fuori del mondo.

Queste ristrutturazioni sono state realizzate da Philippe Deliau e Elena Bensoam, ALEPPO, paesaggisti a Cadenet.
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Bibémus
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